Una meditazione sulle condizioni dell'emergere

Il mio lavoro nasce da una serie di domande che attraversano forme diverse ma convergono verso un unico nucleo: come emerge qualcosa all'esperienza? Come emergono una percezione, una forma, una relazione, un significato? E, più in profondità, come emerge la coscienza di ciò che appare?

La ricerca si concentra sulle condizioni attraverso cui qualcosa diventa percepibile come qualcosa, e attraverso cui un'esperienza prende forma.

Non considero l'opera come un oggetto destinato a rappresentare un'idea, ma come un campo di attenzione entro cui osservare processi di emergenza, trasformazione e relazione. Le forme che il lavoro assume non sono determinate da un medium specifico. Ogni progetto nasce da un'intuizione o da una domanda che si sviluppa nel tempo e che progressivamente individua i materiali, i processi e le configurazioni necessarie alla propria manifestazione.

I diversi linguaggi che attraversano il mio lavoro — ceramica, fotografia, pittura su carta, cera, testo, installazione o altri mezzi — non costituiscono categorie separate, ma modalità temporanee attraverso cui una stessa ricerca si articola. Non è il medium a precedere il lavoro, ma il modo in cui un’intuizione trova progressivamente la propria forma.

Questa indagine si sviluppa all'incrocio tra fenomenologia, metafisica ed epistemologia, interrogando il rapporto tra materia, percezione e conoscenza. Mi interessa il momento in cui qualcosa appare alla coscienza: quando una forma emerge dall'indistinto, quando una relazione diventa percepibile, quando un significato si costituisce nell'esperienza diretta invece che nella rappresentazione.

Più che perseguire uno stile definito, costruisco condizioni che permettono a forme e materiali diversi di emergere in relazione alle domande della ricerca. Le opere diventano così dispositivi percettivi attraverso cui osservare processi di apparizione, trasformazione e relazione.

Il lavoro si colloca spesso in una zona di confine tra forma e presenza, tra traccia e apparizione, tra configurazione e processo in divenire. In questo senso, l'opera non è una risposta, ma un luogo di attenzione: uno spazio in cui interrogare le condizioni attraverso cui qualcosa può apparire ed essere riconosciuto come esperienza.

 
 

Marcela Gottardo (Brasile, 1982) è un’artista brasiliana-italiana. Dopo dodici anni trascorsi a Los Angeles, dove ha ottenuto un Bachelor of Fine Arts in Painting/New Genres (2012) e un Master of Fine Arts (2014) presso l’Otis College of Art and Design, si è stabilita in Italia. Vive e lavora attualmente a Pistoia.