Time, Sacred: Shadows
The digital works presented on the billboards originate from the installation Time, Sacred, in which a Bible is compressed into a spiral of layered pages, transforming the linear structure of scripture into condensed material time. Among the fragments of text that appear digitally is the Book of Esther, a biblical narrative in which the divine presence remains hidden, never explicitly named yet unfolding through the course of events.
This tension between presence and concealment resonates with the visual language of the work. Shadows of hands move across the screen, recalling prehistoric cave markings—among the earliest gestures through which humans left a trace of their existence in the world.
The project moves across three epochs of human inscription: the prehistoric gesture of the cave hand, the sacred inscription of scripture, and the contemporary inscription of light within digital space. If the cave wall once held pigment and the sacred book held language, today the screen holds light. The digital billboard becomes a contemporary cave wall where gesture, text, and image briefly coincide.
The works explore different surfaces through which humans inscribe their presence in the world—from prehistoric cave walls to sacred texts and contemporary digital screens. Each becomes a site where gesture, matter, and image meet within what Maurice Merleau-Ponty called the “flesh of the world.”
From the prehistoric handprint to sacred scripture and the luminous surface of the screen, the work reflects on the enduring human gesture of inscribing presence into time.
Art works for billboard (title)
Digital Cave, 2026
Digital Shadows, 2026
Libro di Ester,2026
La Bestia Che Viene Dalla Terra, 2026
the Word becoming flesh (form emerging from a field of information), 2026
Le opere digitali presentate sui billboard hanno origine dall’installazione Time, Sacred, in cui una Bibbia viene compressa in una spirale di pagine stratificate, trasformando la struttura lineare della scrittura in un tempo materiale condensato. Tra i frammenti di testo che emergono nello spazio digitale appare il Libro di Ester, una narrazione biblica in cui la presenza divina rimane nascosta, mai esplicitamente nominata ma dispiegata attraverso il corso degli eventi.
Questa tensione tra presenza e occultamento risuona nel linguaggio visivo dell’opera. Ombre di mani attraversano lo schermo, richiamando le pitture rupestri preistoriche—tra i primi gesti attraverso cui l’essere umano ha lasciato traccia della propria esistenza nel mondo.
Il progetto attraversa tre epoche dell’iscrizione umana: il gesto preistorico della mano nella caverna, l’iscrizione sacra della scrittura e l’iscrizione contemporanea della luce nello spazio digitale. Se un tempo la parete della caverna accoglieva il pigmento e il libro sacro custodiva il linguaggio, oggi è lo schermo a contenere la luce. Il billboard digitale diventa una parete rupestre contemporanea in cui gesto, testo e immagine coincidono temporaneamente.
Le opere esplorano le diverse superfici attraverso cui l’essere umano inscrive la propria presenza nel mondo—dalle pareti delle caverne preistoriche ai testi sacri fino agli schermi digitali contemporanei. Ognuna diventa un luogo in cui gesto, materia e immagine si incontrano all’interno di ciò che Maurice Merleau-Ponty ha definito la “carne del mondo”.
Dall’impronta della mano preistorica alla scrittura sacra fino alla superficie luminosa dello schermo, il lavoro riflette sul gesto umano persistente di inscrivere la presenza nel tempo.